A pochi passi dal Centro Piero della Francesca sorge uno degli esempi più significativi di architettura contemporanea a Torino: la Chiesa del Santo Volto. Progettata dall’architetto svizzero di fama mondiale Mario Botta e inaugurata nel 2006, l’opera rappresenta un fulcro visivo e spirituale all’interno del processo di riqualificazione dell’area ex-industriale di Spina 3.
L’edificio sorge sull’area precedentemente occupata dalle Ferriere Fiat. Botta ha scelto di non cancellare il passato industriale del luogo, ma di integrarlo nel progetto sacro. Elemento emblematico di questa scelta è l’originale ciminiera industriale, alta 60 metri, che è stata conservata e trasformata in un moderno campanile, circondato da una spirale metallica che sembra elevarlo verso il cielo.
Il corpo principale della chiesa è caratterizzato da una pianta centrale composta da sette torri perimetrali a base ettagonale. Queste torri, rivestite esternamente con il tipico mattoncino rosso tanto caro al linguaggio architettonico di Botta, conferiscono alla chiesa l’aspetto di una fortezza spirituale, solida e imponente.
Il vero cuore pulsante dell’opera risiede nella gestione della luce naturale. Botta non utilizza finestre tradizionali, ma trasforma le sette torri in veri e propri “pozzi di luce”.
L’uso della pietra naturale e del legno di acero per gli arredi interni crea un contrasto caldo con la solennità delle pareti. La disposizione a raggiera dei banchi orienta lo sguardo di ogni visitatore verso il centro, promuovendo un senso di comunità che si sposa perfettamente con l’apertura urbana del complesso, che comprende anche gli uffici della Curia Metropolitana.
Per chi vive o lavora al Centro Piero della Francesca, la Chiesa del Santo Volto non è solo un monumento da ammirare, ma un esempio di come l’architettura d’autore possa trasformare il paesaggio urbano, convertendo la memoria del lavoro industriale in una nuova dimensione estetica e contemplativa.